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600 milioni di euro per Internet del futuro

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Oggi la Commissione europea e un gruppo di società hanno lanciato la prima fase di un partenariato pubblico-privato il cui obiettivo principale è sostenere l’innovazione in Europa e aiutare le aziende e i governi a creare soluzioni Internet in grado di gestire la crescita esponenziale dei dati digitale, come spiegato in un comunicato stampa.

Secondo i termini della partnership, verranno esplorati otto settori di sviluppo nell’area delle comunicazioni mobili, del software e dei servizi, dove la rivoluzione dei dati dovrebbe creare innovazione e posti di lavoro.

L’accordo prevede un investimento congiunto di 600 milioni di euro, finalizzato allo sviluppo di Internet del futuro, per un importo sostenuto in parti uguali da enti pubblici e società private, nei prossimi cinque anni.

In questo partenariato pubblico-privato, 152 organizzazioni, tra cui società private, organizzazioni di ricerca e settore pubblico, lavoreranno in linea con le attività di ricerca dell’Unione europea.

I progetti avviati oggi – e che domineranno la prima fase del partenariato – aggiungono un investimento di 90 milioni di euro dall’Unione europea e includono settori come sicurezza urbana, ambiente, media, mobilità, tra gli altri. I partner privati ​​forniranno gli stessi finanziamenti, con l’obiettivo comune di sviluppare nuove tecnologie, servizi e modelli di business per Internet del futuro.

In questa prima fase della partnership, che si svolgerà nei prossimi due anni, l’obiettivo delle organizzazioni coinvolte è quello di creare una sorta di cassetta degli attrezzi per servizi generici, che servirà da base per una sperimentazione su larga scala dei seguenti sviluppi.

Nella prevista seconda fase (tra il 2013 e il 2014) proseguiranno le prove su larga scala di domande e sviluppi, che deriveranno dal lavoro congiunto di organizzazioni di 23 Stati membri.

La terza e ultima fase del progetto sarà dedicata alla trasformazione “di questi studi in fertili ecosistemi digitali e dei loro collegamenti con la loro politica di innovazione regionale”, spiega la Commissione.