javascript contador Skip to content

Bruxelles avanza con procedimenti di infrazione contro il Portogallo

Mercato portoghese delle telecomunicazioni indagato dalla CE

Il Portogallo è tra i 20 paesi che riceveranno una richiesta di informazioni dalla Commissione europea, per giustificare i ritardi nel recepimento della direttiva comunitaria che introduce una serie di nuove regole per il settore delle telecomunicazioni.

La misura – che è anche una notifica di non conformità – è il primo passo nel processo di infrazione che risulta dal mancato rispetto delle date concordate per il recepimento, che in questo caso indicava il 25 maggio 2011.

Tra le nuove regole incluse nella direttiva vi sono misure come il diritto di cambiare operatore (mantenendo lo stesso numero di telefono) in un solo giorno o il diritto a una maggiore protezione dei dati personali.

In Portogallo, alcune delle misure previste sono già incluse nella legge, altre non tanto, poiché la direttiva non è stata ancora recepita.

Il giorno in cui è scaduto il termine legale per farlo, Anacom – regolatore delle comunicazioni elettroniche – ha spiegato a TeK che il lavoro di adattamento delle norme europee alla legislazione portoghese, per quanto riguarda le sue competenze, è stato completato in modo tempestivo. Il dossier è stato consegnato al governo, che è responsabile dell’adozione delle misure necessarie affinché le misure entrino in vigore.

Secondo i dati resi disponibili oggi dalla Commissione europea, solo sette Stati membri hanno già comunicato a tale organismo europeo il pieno recepimento delle nuove norme. Sono: Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Malta, Svezia e Regno Unito.

I paesi che non lo hanno fatto, come il Portogallo, hanno due mesi per rispondere alla notifica da Bruxelles. In assenza di una risposta o di fronte a una risposta insoddisfacente, la CE procede con una richiesta formale di recepimento della legislazione. Se gli Stati persistono ancora in caso di non conformità, i casi vengono deferiti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, rispettando le varie misure legali previste.