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Domande frequenti: domande e risposte rapide sulla fusione PT / Oi

Zeinal Bava e Henrique Granadeiro vanno in Parlamento per spiegare il prestito a Rioforte

Dopo più di due anni di collaborazione in una partnership industriale, le due società sono passate alla fusione, un processo che richiederà diversi mesi per essere completato, ma che creerà uno dei maggiori operatori di telecomunicazioni al mondo.

Il Portogallo perde il centro decisionale del gruppo derivante dalla fusione, ma mantiene un insieme di operazioni che, secondo le società, cambieranno poco con l’operazione. PT garantisce che gli impatti aziendali a livello globale saranno essenzialmente positivi in ​​quanto crea un gruppo più forte.

  • Chi è Oi?

    Oi è un operatore brasiliano in cui PT deteneva già una posizione azionaria del 35%, che aveva acquisito dopo la partenza di Vivo, un altro operatore mobile brasiliano che deteneva, in parti uguali, con Telefónica. Nella fatturazione, è il terzo operatore più grande in America Latina e, alla fine del 2012, aveva una base di 74 milioni di clienti. Ha una licenza per gestire le comunicazioni fisse e mobili in tutto il Brasile (ad eccezione dello Stato di San Paolo, per quanto riguarda le comunicazioni fisse) ed è stato guidato, da giugno, da Zeinal Bava.

  • Il business annunciato oggi era in preparazione da quando?

    Nel luglio 2010 le due società hanno annunciato che avrebbero negoziato i termini di una partnership industriale a partire dall’anno successivo. Questa alleanza riguardava le aree di “R&S; acquisti; tecnologia e operazioni; condivisione delle migliori pratiche; analisi comparativa; e sviluppo congiunto del modello di business delle telecomunicazioni del futuro”. Da allora è stata sollevata la possibilità di fusione. Oggi le società hanno confermato che la partnership è stata un test per la fusione.

  • In questo periodo di partenariato sono stati realizzati progetti comuni?

    Finora sono state realizzate 80 iniziative congiuntamente in settori quali la mobilità o il B2B.

  • Cosa spiega i tempi del business, perché adesso?

    L’annuncio della fusione arriva in un momento in cui vi sono segnalazioni di movimenti di consolidamento e riorganizzazione del mercato in tutto il mondo. Una delle mosse in questa direzione con un potenziale impatto diretto sui piani di creazione di un operatore globale tra PT e Oi è il rafforzamento della posizione di Telefónica in Telecom Italia. L’operatore spagnolo possiede Vivo, mentre l’operatore italiano controlla TIM, uno dei maggiori operatori di telecomunicazioni in Brasile. L’obiettivo finale dell’accordo è rafforzare la posizione di Telefónica in Brasile. Nel mercato interno è anche il momento delle fusioni. La fusione di Zon e Optimus non influisce sulla leadership di PT, ma il business con Oi lo rafforza.

  • Dove si troverà la sede della nuova organizzazione?

    A Rio de Janeiro in Brasile.

  • Chi è responsabile della nuova società?

    Zeinal Bava, che aveva già assunto la presidenza esecutiva di Oi in Brasile, sarà l’amministratore delegato della nuova organizzazione. Mauro da Cunha, attuale presidente di Oi, rimarrà in carica e Henrique Granadeiro, presidente e CEO di Portugal Telecom da quando Zeinal Bava è entrato in carica in Brasile, sarà il vice presidente della nuova organizzazione.

  • Portugal Telecom manterrà il suo nome e la sua struttura?

    Il nome della società che risulterà dalla fusione non è ancora chiuso. La struttura cambierà per accogliere la leadership globale, basata su un unico consiglio di amministrazione. Secondo Zeinal Bava, “nascerà una società più semplice, con una governance più semplice, una maggiore liquidità in tutti i mercati in cui opera e una base di investitori altamente diversificata”. Questa nuova organizzazione sarà quotata al Novo Mercado do Brasil, Euronext e alla Borsa di New York.

  • La fusione comporterà licenziamenti presso Portugal Telecom e minori investimenti in Portogallo?

    PT garantisce che ciò non accade e spiega che la fusione avviene tra società che si trovano in aree geografiche diverse e che manterranno le rispettive operazioni locali. I licenziamenti previsti per PT, circa 400 quest’anno, erano già stati annunciati e fanno parte del normale processo di adattamento dell’azienda alla realtà del mercato.

  • La fusione di PT con Oi si traduce in evasione fiscale dal Portogallo al Brasile?

    Henrique Granadeiro ha assicurato in una conferenza stampa di non averlo fatto. Portugal Telecom manterrà il livello di attività nel mercato nazionale e le entrate generate localmente sono tassate localmente. A lungo termine, il CEO di PT difende che il pagamento delle imposte della società in Portogallo dovrebbe persino aumentare.

  • Per i clienti PT, l’azienda ha qualche impatto?

    Zeinal Bava ha sottolineato nella conferenza stampa di stamattina che un operatore più forte permetterà di fare di più, più a buon mercato. Non è liquido che questa logica si rifletta nel prezzo dei servizi, ma alla fine si aprono le porte alle offerte di sinergia con il Brasile nelle comunicazioni fisse e mobili. Un PT più forte, in competizione sul mercato con uno Zon Optimus rinforzato e una perdita di terreno Vodafone, può anche significare più concorrenza e offerte più competitive sul mercato portoghese.

  • Chi dovrà approvare l’accordo?

    Perché avvenga la fusione, gli azionisti delle società devono dare il via libera, così come i regolatori di entrambi i paesi. Per quanto riguarda il PT, è già noto che i due principali azionisti – BES e In corso – approvano l’accordo.

  • Quando dovrebbe essere completata la fusione?

    La scadenza prevista dalle società è la prima metà del 2014.

    Quale spazio occuperà la nuova società nel mercato globale?

    Il gruppo sarà il 7 ° più grande operatore europeo e uno dei 20 più grandi al mondo.

  • Che dimensione avrà, in termini di dipendenti, risultati e clienti?

    Insieme, PT e Oi gestiscono oltre 100 milioni di clienti in quattro continenti. Complessivamente 30 mila dipendenti e, insieme, hanno chiuso l’anno scorso con ricavi superiori a 15 miliardi di euro. Nei mercati in cui operano, il numero potenziale di clienti è di 260 milioni. I ricavi consolidati dovrebbero raggiungere i 12,3 miliardi di euro.

  • Dalla fusione dei due operatori quali risparmi derivano?

    Il valore delle sinergie evidenziate nelle comunicazioni al mercato è di 1,8 miliardi di euro. Zeinal Bava afferma che la stima è prudente e che i risparmi potrebbero essere più elevati.