Inclusione, formazione e specializzazione in investimenti nel settore ICT per 23 milioni in InCoDe.2030

Inclusione, formazione e specializzazione in investimenti nel settore ICT per 23 milioni in InCoDe.2030

Le comunità creative per l’inclusione digitale riceveranno ulteriori otto milioni di euro, insieme al programma “Girls and Women in IT” e alle iniziative per l’accesso diffuso dei servizi pubblici e privati ​​ai media digitali. Per l’asse Istruzione, con il rafforzamento delle competenze TIC dei più giovani, vale a dire nel programma “Computação na Escola”, saranno garantiti 6 milioni di euro, mentre l’area di qualificazione riceverà 5 milioni di euro, con competenze digitali nei sistemi informatici avanzato, programmazione, automazione e robotica e formazione avanzata a livello post-laurea nelle tecnologie dell’informazione, della comunicazione e dell’elettronica.

Il governo ha inoltre riservato 4 milioni di euro all’asse di specializzazione, che mira a specializzare e riqualificare i laureati in tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Dall’idea al funzionamento in 18 mesi sul campo

Il programma InCoDe.2030 è stato lanciato nell’aprile 2017 e nonostante fosse “sul campo” per 18 mesi, diversi coordinatori degli assi integrati nell’iniziativa hanno ammesso che durante questi mesi diversi progetti erano in fase sperimentale e che stavano appena iniziando a diffondersi. Questo è il caso delle comunità creative per l’inclusione digitale (CCID) e Sofia Marques da Silva, coordinatrice dell’Asse 1, ricorda che un anno fa c’era un’idea di come potesse essere organizzata e che oggi i laboratori lasciano già il posto a modelli che possono essere trasferito a terra.

Oggi vengono create 10 comunità (CCID) che all’interno del Paese intendono sviluppare modelli di azione per l’inclusione digitale e alcune di loro sono salite sul palco questa mattina per condividere le loro esperienze di coinvolgimento delle popolazioni più vulnerabili, in particolare gli anziani.

Ma altre iniziative hanno continuato idee e progetti che stavano già accadendo tra le comunità educative e che hanno già macchine ben assemblate, come “Programmazione e robotica nell’istruzione di base”, che ha coinvolto più di 1.100 insegnanti e ha raggiunto circa 65 mila studenti. Ma anche così, questi nuovi investimenti non sono sfuggiti alle critiche da parte delle associazioni degli insegnanti di informatica che affermano che c’era più (e meglio) denaro da spendere.

Nell’area delle qualifiche, il bilancio realizzato indica che nella formazione specifica nelle aree ICT per la produzione di contenuti e servizi online sono stati coperti oltre 12.500 portoghesi, mentre nell’asse 4 sono indicati il ​​numero più recente di domande di istruzione superiore, in cui il 12% di gli studenti hanno scelto le aree ICT come prima opzione.

Sempre nell’asse della ricerca, i dati presentati da InCoDe.2030 indicano il programma in Data Science and Artificial Intelligence in Public Administration, promosso dalla Fondazione per la scienza e la tecnologia, e il finanziamento di 19 nuovi progetti di ricerca e sviluppo che prevedevano partenariati tra i dirigenti istituzioni pubbliche e scientifiche.

Nota editoriale: la notizia è stata aggiornata con maggiori informazioni durante la conferenza. Ultimo aggiornamento 11:44