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L’Europa vuole che i tablet e gli smartphone vengano venduti senza geolocalizzazione attiva

Nel 2011 il portoghese ha acquistato oltre 900 mila portatili

Il gruppo di lavoro dell’articolo 29, cui hanno partecipato le autorità europee per la protezione dei dati, i rappresentanti nazionali e la Commissione europea, ha analizzato e commentato le caratteristiche di geolocalizzazione dei dispositivi mobili e il modo in cui dovrebbero raggiungere gli europei.

Il principio difeso dal gruppo è imporre ai produttori di fornire dispositivi con queste tecnologie disabilitate e di fornire informazioni chiare e obiettive sull’argomento. Una volta informati, i cittadini decidono se attivare o meno questo tipo di servizio.

Secondo il gruppo, la cui posizione è pubblicata online, “i servizi di localizzazione devono essere eliminati e la loro attivazione deve richiedere un consenso informato e specifico per le diverse finalità a cui sono destinati i dati acquisiti o archiviati”.

Si sottolinea inoltre che le informazioni fornite all’utente devono essere “chiare, complete e comprensibili per un pubblico generico che non ha conoscenze tecniche”. Si aggiunge inoltre che, anche se l’utente accetta le condizioni del servizio, deve essere in grado in qualsiasi momento di cambiare idea “facilmente e senza conseguenze negative per l’uso del dispositivo”.

Il gruppo raccomanda inoltre che l’autorizzazione data dall’utente per la connessione dei servizi di localizzazione venga rinnovata ogni anno e che ogni volta che questi servizi sono connessi, l’utente viene informato, ad esempio, tramite un’icona sullo schermo, per impedire la raccolta dei dati si verificano in posizioni sensibili per l’utente, solo perché l’utente ha dimenticato di disattivare il servizio.

Il gruppo che ha definito questa posizione fornisce consulenza alla Commissione europea in materia di privacy e, come sottolineato dal Financial Times questa settimana, si prevede che la posizione verrà presa in considerazione nelle future revisioni della legislazione europea in materia.

Va sottolineato che le tecnologie di localizzazione incluse in dispositivi come tablet e smartphone consentono la registrazione di informazioni su dove si trova l’utente, al fine di fornire servizi di prossimità.