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Lo studio collega la dipendenza da videogiochi a peggiori prestazioni lavorative

Lo studio collega la dipendenza da videogiochi a peggiori prestazioni lavorative

Quando i videogiochi non sono più solo una forma di intrattenimento per diventare una dipendenza, possono danneggiare le prestazioni professionali degli utenti, afferma uno studio presentato oggi alla English Society of Psychology.

L’analisi propone di stabilire una relazione tra “l’uso problematico” dei giochi elettronici e le prestazioni degli individui sul lavoro, concludendo che questo tipo di dipendenza aumenta la probabilità che ai giocatori manchino il lavoro (o le classi) e diminuisca il loro impegno a compiti professionali.

Lo studio è stato condotto da Emily Collins, una dottoranda presso l’Università di Londra, che ha intervistato 600 persone e le ha divise in tre gruppi: giocatori problematici con segni di dipendenza, giocatori che non giocano e giocatori che non giocano.

I risultati preliminari rilasciati ora mostrano che la probabilità che i giocatori tossicodipendenti vengano a mancare il lavoro o lottare non è sufficiente nell’esercizio delle sue funzioni sono più alti rispetto agli altri gruppi.

“Questi risultati rivelano potenziali implicazioni per il lavoro della dipendenza dei videogiochi, in quanto questi individui possono avere una maggiore propensione a procrastinare o non rispettare le scadenze”, afferma il ricercatore.

L’esperto avverte tuttavia che questa “relazione problematica” con i videogiochi presenta un disturbo molto diverso della dipendenza da gioco (gioco d’azzardo), pertanto i trattamenti normalmente utilizzati in tali casi “potrebbero non essere appropriati” per aiutare utenti problematici di videogiochi.